Musica Elettronica

Summoned Voices, dialogare attraverso la macchina

Summoned Voices, dialogare attraverso la macchina

Nelle intenzioni di Iain Mott e Marc Raszewski (con Jim Sosnin già autori di Sound Mapping) Summoned Voices funziona come ‘memoria vivente di luoghi e persone’.

Nella pratica si tratta di un’installazione sonora interattiva in forma di porte, o portoni, collegati tra loro in rete locale. Su ogni uscio è visibile il pulsante del citofono che gli utenti, singoli o a gruppi, sono invitati a premere per poter lasciare un suono/messaggio e ascoltare quindi ciò che torna indietro come risposta (pensieri, espressioni, sonorità prodotti da chi vi è già passato).

Un esempio semplice della dinamica comunicativa veicolata dall’uso dello strumento digitale. I partecipanti concorrono alla costruzione del senso influenzando tale risposta ogni volta in maniera diversa: le loro voci sono registrate su di un computer (nascosto dietro ogni porta) che ne analizza caratteristiche e qualità acustiche (lunghezza del suono, intonazione, volume, intensità, frequenza dominante, discontinuità, gamma dinamica).

Con buona approssimazione i campioni sonori rilevati permettono al software di stabilire se si tratta di tracce di canzoni, di parlato veloce o lento, di fischi… I campioni (più relativi parametri) da ogni porta sono poi riversati su di un server centrale il cui database funziona come un vero e proprio centro di raccolta e smistamento messaggi: il sistema confronta le precedenti registrazioni effettuate e sceglie, tra le risposte possibili, quelle con dei parametri sonori simili al messaggio in entrata. La risposta varia la variare dello stimolo che la sollecita individuando elementi di continuità nel tempo.

In maniera giocosa il lavoro -presentato già nel 2003 ad Eindhoven per il festival Art in Output – vuole restituire, ancora nell’atto della comunicazione, il marchio di una ‘comunità’ o, meglio, la ‘condizione comune’ di coloro che vi appartengono.

HQ Global Workplaces

HQ Global Workplaces

Unlike traditional commercial leasing arrangements, with HQ there’s no up-front investment or expensive build-out costs. So if you need office space, you don’t have to worry about securing the capital before you move in. Just reserve the space and get to work. It’s that easy.

At HQ, we understand that your business requirements can free hd british porn change rapidly. That’s why we also offer short-term leases, so you won’t get stuck in an office that’s too big – or too small – to meet your existing needs.

Our flexible lease terms allow you to easily upsize or downsize as your requirements change. Let us help you develop a plan that meets asstube your specifications – and your budget. At HQ, we are proud of the options we provide our clients at hundreds of business centers across the country. With flexible office space options and instant Internet set-ups, getting aussie porn started in an HQ business center is a breeze.

Greg Davis

Greg Davis

Terzo album per Greg Davis, eclettico musicista di base a Chicago, attivo in più ambiti (fra jazz, hip hop, folk ed elettronica), qui a focalizzare l’attenzione su uno dei temi a lui più cari: l’integrazione tra strumenti acustici e trattamenti digitali. Una produzione negli esiti molto vicina ai territori ambient ma nella quale in ogni singola traccia, pur mantenendo un registro costante, viene sperimentato un differente strumento (suonato in tempo reale), elaborando le sonorità in droni, modificandole in concatenazioni non più organiche, astratte ma ancora comunicative. Tessiture alquanto dilatate, melodie iterate, toni ipnotici e quasi sacrali, pur se ottenuti usando un’armonica giocattolo, oppure al Fender Rhodes o con una Gibson acustica, a ricordarci (qualora l’avessimo dimenticato) che nuove tecniche e idee sono sempre all’orizzonte.

Album d’esordio (dopo due ep, ‘Regular Pleasures’ e ‘Casual Friday’, più una manciata di remix su singolo, sempre pubblicati da Morris Audio) per lo svizzero Michael Bueeler che utilizzando il moniker Dash

Eating Paste

Eating Paste

Rimasterizzata, estesa versione di ‘Eating Paste’, su cd, con alcune tracce mai apparse sul 12′ (precedentemente uscito per la Zod Records nel 2003), comprendendo adesso i nuovi remix di Larvae, Tarmvred, Enduser, Xanopticon, Ove Naxx, Eight Frozen Modules e BinRay.

Cinquantasette i minuti di breakcore alieno, diretti ai centri nervosi con ritmiche intricate ed accattivanti melodie 8 bit, operate da Curtis Ship, sperimentatore sonico dalle indubbie capacità che proprio con l’omonima incisione è balzato all’attenzione delle scene digitali (chiamato in numerosi live, in Nord America e in Europa, al fianco di Otto Von Schirach, Emotional Joystick e Doormouse).

Frequenze stridenti, velocità ed energia, questo è il versante rave della sperimentazione elettronica, con una doppia fruizione possibile, che può comprendere sia consumi concettuali che furiose, dissonanti deflagrazioni dei dancefloor ultra-radicali.

Una raffica di beat così infettivi e distorti in sequenze tumultuose e frammentate (che emanano tutta l’iperspecializzazione del genere) o si amano o si cassano in blocco, qui l’essenza della musica, parafrasando al nostro uso il filosofo Mario Perniola, ‘non è né il sentimento, né la vita, ma più essenzialmente il sound, il suono, inteso proprio nella neutra e inorganica indifferenza evocata da tale parola.’

Knights Of The Mc’s

Knights Of The Mc's

È la premier league degli mc, rime disinvolte su battute compatte, al suono della jungle britannica, ritmi urbani, frequenze pirata trasmesse nell’etere della capitale londinese. Ci pensa la Times Two che si avvale della competenza di Mc Det, titolare dell’omonima serata, appuntamento di tutto rispetto nell’assai variegato panorama di club e proposte dedicati alle sonorità d’n’b.

S’incomincia proprio con il padrone di casa, supportato dalla produzione di Broockie & Ed Solo, ‘My Echo’ è fluttuante, con un’intonazione calda e roca, subito seguita da un’altra conosciuta efficace incisione ‘Flava 4 Raver’, irresistibile cavalcata metropolitana targata ancora Det, questa volta con Skibadee & Fearless.

Old e nu skool che s’accavallano, assecondando l’attitudine al funk ed agitando il dancefloor: scorrono in ruvida successione Dynamite, Shabba D, Alison David, Mc Fats, i Ragga Twins, Michelle Gayle, Dotty ed IC3, ripercorrendo alcuni fra i classici di questi ultimi anni, ‘Peace Love & Unity’ di Hype, ‘You Don’t Know’ di Sketch & Code, ‘Gimme Some More’ di Sylo & Probe, dando corpo alle buone vibrazioni di ‘My Name’, ‘Say What Your Sayin’ e ‘Feel Me’.

Lungo le tredici corpose tracce (non mixate) un viaggio elettrizzante ed attento fra I suoni dell’underground di strada, una compilation che riflette lo spirito energetico e inquieto di una tribù che in fatto di ritmi non scende a patti con nessuno.