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Dopo
l'Olanda, anche Bruxelles vota una legge sulla "dolce morte"
Consenso scritto per il malato, diritto all'obiezione
per il medico
Eutanasia, anche il Belgio dice sì
è il secondo paese in Europa
Ma
l'opposizione annuncia un ricorso alla giustizia Ue
Sirchia:
"Scivolo molto pericoloso, in Italia non passerà"
BRUXELLES
- Il Belgio ha detto sì all'eutanasia. Dopo gli apripista olandesi, anche
i parlamentari belgi hanno approvato una legge che regola - e in modo
rigoroso - la possibilità per un malato terminale di decidere, con
l'aiuto del medico, di staccare la spina e abbandonarsi alla morte. La
Camera dei deputati - al termine di una estenuante battaglia tra i
favorevoli e i contrari - ha votato il testo di legge che il Senato aveva
fatto suo lo scorso 25 ottobre. Il provvedimento è passato con 86 voti
favorevoli, 51 contrari e 10 astensioni.
I 16 articoli che introducono anche in Belgio la "dolce morte"
stabiliscono le modalità con le quali un paziente potrà chiedere, e
ottenere, l'eutanasia. Dovrà essere "maggiorenne o minorenne
emancipato", essere in grado di intendere e di volere, e dovrà
prestare in forma scritta un consenso "volontario, ragionato e
reiterato". Il medico dovrà in primo luogo verificare che il male
sia incurabile e che provochi una "sofferenza fisica o psichica
costante ed insopportabile". la gravità della patologia dovrà
essere certificata da un secondo medico indipendente, e addirittura da un
terzo se l'aspettativa di vita del malato non è limitata. Resta salvo, in
ogni caso, il diritto di un medico a rifiutarsi di eseguire l'eutanasia.
La decisione del parlamento belga - contro la quale l'opposizione
democristiana ha già annunciato un ricorso al Tribunale europeo per i
diritti umani - ha già scatenato le prevedibili polemiche. Anche in
Italia. Il ministro della Salute Girolamo Sirchia non ha nascosto la sua
contrarietà a quello che ha definito "uno scivolo molto
pericoloso". Poi ha aggiunto: "Non credo che queste posizioni
riescano ad essere approvate in Germania e mi auguro che non lo siano in
Italia e in Spagna. Probabilmente abbiamo radici culturali diverse".
Sul fronte opposto, esultano i sostenitori del cosiddetto suicidio
assistito. "La nostra soddisfazione riguarda sia la decisione assunta
dal parlamento belga, sia il fatto che i sondaggi dopo le elezioni
olandesi dimostrano un favore dell'opinione pubblica verso l'eutanasia
anche nei Paesi Bassi", ha dichiarato Silvio Viale, dirigente
dell'associazione Exit e presidente dell'associazione radicale
"Adelaide Aglietta". Concludendo: "Purtroppo solo l'Italia
rimane il fanalino di coda, quando sarebbe necessaria almeno una 'leggina'".
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