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ASSOCIAZIONE
CLAUDIA BOTTIGELLI
Difesa dei diritti umani e aiuto alle famiglie con figli disabili gravissimi
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Questo articolo è apparso sia su INTERNET che sui quotidiani odierni vogliamo parlarne ? Terry è in coma da 13 anni e la settimana scorsa la magistratura ha accolto la richiesta di suo marito perchè venisse interrotta l'alimentazione artificiale che finora l'ha tenuta in vita
Continua a dividere
ed a far discutere la
Florida il caso di eutanasia che vede coinvolta Terri Schiavo e che adesso
vede scendere in campo il governatore Jeb Bush, fratello del presidente
Usa George W. Da tredici anni continua a vivere grazie alle macchine della
clinica dove è ricoverata, la Schiavo si avvia a morire dopo che suo
marito è riuscito ad ottenere l’autorizzazione dal tribunale affinché
fosse “staccata la spina” alla moglie.
Come genitore di una persona con disabilità gravissima e come essere umano sono allibita sconcertata e preoccupata di quanto sta succedendo in America, l’approvazione di leggi che permettono di interrompere la vita è già discutibile quando si tratta di interrompere le cure ma in questo caso si parla di far morire di fame una persona, con molteplici limitazioni certo, ma pur sempre un essere umano . Ma il marito è a conoscenza dell’agonia che dovrà affrontare Terry per lasciare questa vita che a lui sempre così terribile?
Chi può o deve decidere se una vita è degna di essere vissuta? sta dilagando la cultura della morte , certo forse è la soluzione migliore ,ma per chi?, per le persone come Terry che non possono esprimere la propria volontà oppure per facilitare al marito la vita eliminando una moglie che era diventata un peso? Non riesco a pensarlo come atto d’amore così come vorrebbero farlo passare le persone favorevoli a questa ignominia , il mio atto d’amore lo alimento ogni giorno quando mi appresto a svegliare la mia “bimba” di 32 anni a darle da mangiare, a curarla e assisterla come se fosse una Principessa, mai potrei pensare di eliminare volontariamente il soffio della vita che è in lei, forse perché sono mamma? Allora forse dovrebbero essere i genitori a prendere simili decisioni? PARLIAMONE!
In Italia abbiamo vari pregi come popolo, alcuni apprezzati anche dagli altri Paesi , ma abbiamo anche un grande difetto : un argomento pur importante come l’eutanasia viene trattato e discusso per un po’ di tempo poi lo si lascia morire e non se ne parla più , come se non parlandone si rimuovesse il problema, forse è difesa verso un argomento scomodo, forse è soltanto indifferenza verso un argomento che, pensiamo non ci debba riguardare mai, quasi fossimo tutti indenni per "patologia". Come mamma di una persona disabile gravissima invece mi sento coinvolta e non voglio far morire questo argomento anzi voglio cercare di coinvolgere i genitori di bambini e adulti disabili per alimentarlo con le loro testimonianze. Chi meglio di noi potrebbe testimoniare che oltre alle difficoltà che nessuno vuole nascondere vi è anche una grande lezione di vita che tutti abbiamo imparato dai nostri figli , la voglia di lottare, la voglia di ridere, la voglia di dire si alla vita , la capacità di leggere negli occhi dei nostri figli i loro desideri quando questa è l’unica possibilità di comunicare, tutte queste cose non sarebbero state possibili se l’eutanasia fosse una legge in vigore nel nostro Paese. Allora propongo di continuare a parlare di questo argomento offrendo le nostre testimonianze affinchè in Italia non sia presa in considerazione la possibilità di proporre una legge favorevole all'eutanasia.
Abbiamo mobilitato tutto il mondo per salvare AMINA dalla condanna di morte a cui l’avevano destinata i giudici del suo Paese, perché non ci mobilitiamo per salvare Terry? O è forse una vita meno importante?
Cometto Marina
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