ASSOCIAZIONE

 

 

CLAUDIA BOTTIGELLI

 

Difesa  dei diritti umani  e  aiuto  alle  famiglie  con  figli disabili gravissimi

 

   EUTANASIA

 

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Questo articolo è apparso  sia su INTERNET  che sui quotidiani odierni vogliamo parlarne ?

Terry è in coma da 13 anni e la settimana scorsa la magistratura ha accolto la richiesta di suo marito perchè venisse interrotta l'alimentazione artificiale che finora l'ha tenuta in vita

 

Continua a dividere ed a far discutere la Florida il caso di eutanasia che vede coinvolta Terri Schiavo e che adesso vede scendere in campo il governatore Jeb Bush, fratello del presidente Usa George W. Da tredici anni continua a vivere grazie alle macchine della clinica dove è ricoverata, la Schiavo si avvia a morire dopo che suo marito è riuscito ad ottenere l’autorizzazione dal tribunale affinché fosse “staccata la spina” alla moglie.

Una decisione avversata dai genitori della donna (ma per legge una tal decisione spetta al coniuge) e che è diventata un caso quando nei giorni scorsi la sorveglianza della clinica ha bloccato il prete incaricato di dare alla Schiavo l’estrema unzione; tutto questo perché (almeno in via teorica) la somministrazione dell’ostia avrebbe di fatto alimentato la donna consentendole di sopravvivere ancora un po’.

Adesso il Parlamento della florida sta tentando di intervenire nella vicenda pressato dall’opinione pubblica. La camera ha approvato una legge che darebbe al governatore Bush la possibilità di bloccare l'eutanasia, come lo stesso Bush si è detto disponibile a fare. Adesso il provvedimento, per diventare legge e quindi essere operativo, deve passare al Senato a cui si chiede una decisione rapidissima. La schiavo dovrebbe morire in meno di dieci giorni.

 

Come genitore di una persona con disabilità gravissima e come essere umano sono allibita sconcertata e preoccupata di quanto sta succedendo in America,    l’approvazione di  leggi che permettono di interrompere la vita è già discutibile quando si tratta di interrompere le cure ma in questo caso si parla di far  morire di fame una persona, con molteplici limitazioni certo, ma pur sempre un essere umano .

Ma il marito è a conoscenza dell’agonia che dovrà affrontare Terry per lasciare questa vita che a lui sempre così terribile?

 

Chi può o deve decidere se una vita è degna di essere vissuta?

sta dilagando la cultura della morte , certo forse è la soluzione migliore ,ma per chi?, per le persone come Terry che non possono esprimere la propria volontà oppure per facilitare al marito la vita eliminando una moglie che era diventata un peso?

Non riesco a pensarlo come atto d’amore così come vorrebbero farlo passare le persone favorevoli a questa ignominia  , il mio atto d’amore lo alimento ogni giorno quando mi appresto a svegliare la mia “bimba” di 32 anni a darle da mangiare, a curarla e assisterla come se fosse una Principessa, mai potrei pensare di eliminare volontariamente  il soffio della vita che è in lei, forse perché sono mamma? Allora forse dovrebbero essere i genitori a prendere simili decisioni?

PARLIAMONE!

 

In Italia abbiamo vari pregi come popolo, alcuni apprezzati anche dagli altri Paesi , ma abbiamo anche un grande difetto : un argomento pur importante come l’eutanasia viene trattato e discusso per un po’ di tempo poi lo si lascia morire e non se ne parla più , come se non parlandone si rimuovesse il problema, forse è difesa verso un argomento scomodo, forse è soltanto indifferenza verso un argomento che, pensiamo non ci debba riguardare mai, quasi fossimo tutti indenni per "patologia".

Come mamma di una persona disabile gravissima invece mi sento coinvolta e non voglio far morire questo argomento anzi voglio cercare di coinvolgere i genitori di bambini e adulti disabili per alimentarlo con le loro testimonianze.

Chi meglio di noi potrebbe testimoniare che oltre alle difficoltà che nessuno vuole nascondere vi è anche una grande lezione di vita che tutti abbiamo imparato dai nostri figli , la voglia di lottare, la voglia di ridere, la voglia di dire si alla vita , la capacità di leggere negli occhi dei nostri figli i loro desideri quando questa è l’unica possibilità di comunicare, tutte queste cose non sarebbero state possibili se l’eutanasia fosse una legge in vigore nel nostro Paese.

Allora propongo di continuare a parlare di questo argomento offrendo le nostre testimonianze affinchè in Italia non  sia presa  in considerazione  la possibilità di proporre una legge favorevole all'eutanasia.

 

Abbiamo mobilitato tutto il mondo per salvare AMINA dalla condanna di morte a cui l’avevano destinata i giudici del suo Paese, perché non ci mobilitiamo per salvare Terry? O è forse una vita meno importante?

 

Cometto Marina

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