ASSOCIAZIONE

 

 

CLAUDIA BOTTIGELLI

 

Difesa  dei diritti umani  e  aiuto  alle  famiglie  con  figli disabili gravissimi

 

   TESTIMONIANZE

 

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Vorrei portare il contributo delle nostre Associazioni al dibattito circa l'eutanasia dei bambini. 

 

Le nostre Associazioni, riunite nell'Associazione Bambini Cerebrolesi Federazione Italiana,rappresentano le " famiglie con disabilità" che hanno figli con lesioni cerebrali di varia natura ed entità, spesso gravissimi fin dalla nascita. 

 

Malgrado ciò molti dei nostri ragazzi e oggi giovani adulti sono pervenuti a risultati spettacolari: hanno imparato a comunicare, a leggere, sono riusciti ad integrarsi nella scuola, frequentano con profitto anche le scuole superiori e talvolta l'università, sono trattati da esseri umani completi e responsabili e soprattutto non vogliono che nessuno possa arrogarsi il diritto di decidere della loro vita.

 

Soprattutto se vale la pena o non di essere vissuta. 

 

E' un problema che riguarda  esclusivamente loro e le loro famiglie. Come per tutti gli esseri umani.

   Meglio sarebbe cercare di fare qualcosa affinchè le situazioni estreme non scivolino verso la tragedia. Dovuta spesso alla solitudine e alla disperazione più che alla razionalità. 

 

Certamente il problema esiste e, a nostro giudizio, riguarda non tanto una situazione di choc iniziale, ben comprensibile ma che generalmente viene superata con le risorse interne di ogni genitore, ma piuttosto una situazione di sfinimento e di impotenza che può subentrare quando, dopo anni ed anni di faticosissimo lavoro riabilitativo ed assistenziale,i genitori o  il genitore spesso rimasto solo vedono davanti il vuoto, nessuno che sia in grado di continuare il lavoro della famiglia che si esaurisce naturalmente e che quindi confermi il senso e l'importanza di quanto fatto: l'unica risposta possibile è il "Dopo-di-Noi" non la disperazione! 

 

Ma bisogna pensarci per tempo, riunire le esperienze, organizzarsi, finanziarsi,studiare gli statuti delle fondazioni, valutare il ruolo di controllo dei rappresentanti delle famiglie, mobilitare l'opinione e le risorse pubbliche. Cinque-dieci anni PRIMA. 

 

Se no davvero si va fatalmente incontro a quella buia notte di depressione nella quale genitore e figlio escono dalla finestra invece che dall'incubo. Pensiamoci!    

GIORGIO.

 


 

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