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ASSOCIAZIONE
CLAUDIA BOTTIGELLI
Difesa dei diritti umani e aiuto alle famiglie con figli disabili gravissimi
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ANNO 2003 ANNO DELLE PERSONE DISABILI!ANNO
2004 ANNO DELLA FAMIGLIA!
Qualcuno se ne è
accorto???????????????????????????????????????????
Nel 2003 a parte
innumerevoli sequenze di Convegni, dibattiti, giornate di studio
ecc, poco o nulla è cambiato per le famiglie che hanno un figlio disabile
gravissimo sia esso minore o adulto.
Gli assegni di cura quasi mai sono stati
assegnati tenendo come riferimento lo stato di gravità della
persona da assistere e il contesto in cui vive ,a causa di questo molte
persone disabili anche in condizione di gravissima disabilità sono state
escluse da questo beneficio economico .
L’accesso alle cure sanitarie resta per la persona
disabile gravissima (specie se adulta) il problema di maggiore
importanza , ogni volta che si presenta un’emergenza solo il genitore più
attento, più combattivo e determinato riesce a volte quasi
“mendicando”ad ottenere cure efficienti solerti e risolutive .
La prevenzione sanitaria a livello oncologico per le
varie patologie di cui continuamente si parla :
tumore del collo dell’utero , del seno, della
prostata, del colon retto così tanto pubblicizzata non prevede alcuna facilitazione di accesso per l’accoglienza di
persone con bisogni “speciali”come i disabili gravissimi
, eppure anche questi cittadini possono ammalarsi di tali
patologie, e spesso per loro quando si riesce a fare una diagnosi certa è
ormai troppo tardi.
Non è bastato un anno dedicato per fare capire a chi
ha il potere di legiferare che
più la disabilità è grave più il contesto a cui fare riferimento per
offrire veramente pari opportunità di vita
è quello che comprende il nucleo famigliare
nel suo complesso, quando nasce un figlio disabile gravissimo per
malattie genetiche, per “incidenti” al momento del parto, per
malformazioni varie è
la famiglia tutta che si trova a dover riorganizzare completamente
la sua struttura, non è facile, è purtroppo i servizi sia sociali
che sanitari non sono ancora pronti per poter sostenere al meglio queste
realtà.
I genitori si trovano soli e non sanno come comportarsi
e sulle proprie spalle e su quelle dei loro figli cercano di fare
il meglio possibile e il più possibile .
Quest’anno 2004 dedicato alla famiglia non ha fatto
di meglio, le famiglie con un componente disabile gravissimo non
sono state prese in considerazione se non in piccole e rare realtà, e
purtroppo non per offrire loro sostegni e supporti per vivere il più
serenamente possibile la grande difficile “avventura”, ma solo per
rinnovare nuovamente l“ammirazione” per la forza con cui si guarda al
futuro, per la determinazione con cui “difendiamo” i nostri figli
dagli attacchi di questa inerme e rassegnata società.
Io però mi sono un po’ stancata!
non desidero ammirazione!
Desidero che a mia figlia, ai nostri figli
“speciali” sia riconosciuta l’appartenenza alla cittadinanza,
l’appartenenza al genere umano, il diritto alle cure, il diritto allo
studio(per chi può accedervi) .
Per questo vorrei meno celebrazioni ma più fatti, sono passati 31 anni da quando è iniziata questa mia fantastica “avventura con una creatura che dire”speciale” è poco , e se ho imparato tra le altre cose a gioire anche solo guardando il cielo azzurro o sentendo il profumo del mare o una risata di bimbo ecco questo lo devo alla mia “bimba” , e scusatemi se è poco!
Cometto Marina
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