ASSOCIAZIONE

 

 

CLAUDIA BOTTIGELLI

 

Difesa  dei diritti umani  e  aiuto  alle  famiglie  con  figli disabili gravissimi

 

   OPINIONI A CONFRONTO

 

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La mamma è in coma il figlio DEVE VIVERE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Mi sento in dovere e in diritto come mamma di una persona disabile di 32 anni e come presidente di un’associazione che tutela queste persone e la loro famiglia, di esprimere la mia opinione riguardo alla mamma in coma  ricoverata a Genova e a cui i medici non danno più speranze di ripresa a tal punto da  aver detto al marito che il Comitato Etico dell’Ospedale non si sente in grado di giudicare se i macchinari che attualmente tengono in vita la moglie e il bambino debbano essere “staccati”decretando così la morte del bambino che è ancora vivo!!

 

I medici dando così una enorme responsabilità ad un marito e a un padre distrutto dal dolore , dicono (così è stato scritto dai giornali)che il bimbo potrebbe aver subito dei danni anche gravi a causa delle condizioni della mamma  ,questa è la domanda preminente  : come sarà la qualità di vita di questo bambino?

Ritengo che se veramente si vuole  rispettare la vita allora non è necessario porsi interrogativi :la gravidanza DEVE andare avanti, se invece si iniziano a motivare dubbi sul diritto alla vita di un bambino disabile allora non posso proprio tacere e devo esprimere la mia più profonda indignazione per aver potuto anche solo pensare che quel bambino possa essere lasciato morire a causa delle sue probabili condizioni  di salute, perché se fosse interrotta la respirazione assistita e gli altri ausili questo succederebbe!

Abbiamo appena celebrato la”giornata della memoria”  per essere da monito ai giovani e per non dimenticare le atrocità che 60 anni fa hanno coinvolto e sconvolto l’Italia, l’Europa e il mondo intero e che hanno tra l’altro anche se poco se ne parla portato a morte migliaia di persone disabili sia bambini che adulti prelevati negli istituti e dalle loro famiglie e portati per primi in vari modi a morte, ma sembra che nessuno abbia riflettuto su questo fatto; spendiamo fiumi di parole per esprimere a gran voce l’indignazione e il dolore per le vittime dell’Olocausto e poi di fronte ad un bambino  la cui mamma non è più in grado di difendere e che potrebbe anche avere delle gravi disabilità ci chiediamo se sia opportuno  farlo nascere?

Scusate la mia ignoranza e/o  ingenuità ma che differenza c’è  tra gli aguzzini di allora e chi propone una simile scelta?

Certo è che al padre di quella creatura e marito di quella donna la legge (così dicono i mass media)dà  la facoltà di scegliere e lui si trova ad un bivio tremendo e disumano tra  il timore di avere un figlio forse disabile a cui accudire e il dolore doppio di perdere la moglie e il figlio .

 

Neppure io mi sento in grado di dare consigli riguardo alla strada da percorrere  posso soltanto dirgli che vivendo la realtà di un figlio gravemente disabile da 32 anni  in prima persona posso testimoniare che non è stata una vita semplice la nostra sopratutto per le gravi carenze e sostegni da parte delle istituzioni , ma è stata e è una “grande storia d’amore”ineguagliabile che mi ha fatto crescere e maturare come essere umano e come mamma  come nessuna altra esperienza avrebbe potuto fare e sono grata a mia figlia per questo

.Ringrazio pubblicamente il Ministro Sirchia per aver così chiaramente espresso la sua autorevole opinione in merito a quest’argomento e vorrei che non distogliesse il suo interesse da questa vicenda.

 

Cometto Marina


 

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