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ASSOCIAZIONE
CLAUDIA BOTTIGELLI
Difesa dei diritti umani e aiuto alle famiglie con figli disabili gravissimi
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Gentilissimo Direttore,
ho appena letto sul bollettino ufficiale del 13 aprile della Regione Piemonte che sono stati stanziati € 120.000 per la sperimentazione relativa alla circoncisione rituale presso l’a AZIENDA Sanitaria Ospedaliera OIRM s. Anna , lasciando da parte le eventuali polemiche sulla opportunità o meno di questi interventi a carico dei cittadini tutti quello che mi preme sottolineare è il fatto che una donna disabile in condizioni di gravità non ha l’opportunità di accedere ai servizi ambulatoriali pubblici di ginecologia in quanto non esiste un ambulatorio che presenti le caratteristiche necessarie per accogliere queste pazienti con le loro sedie a rotelle e non vi sono medici preparati e disponibili per queste tipologie di pazienti a offrire le loro cure o gli esami preventivi a cui ogni donna dovrebbe sottoporsi periodicamente e questo nonostante si sia presentato in Regione e alla Direzione Ospedaliera richieste in tal senso.
I casi sono due o le risorse economiche reperite per la circoncisione sono improvvisamente e miracolosamente apparse per chissà quale motivo oppure le persone disabili e in questo caso le donne vengono reputate da chi si occupa di sanità nella Regione Piemonte esenti dalle patologie che colpiscono invece la popolazione femminile ! Ometto di presentare la terza ipotesi che non farebbe certo onore al Governo Regionale e offrirebbe ulteriori sofferenza morali alle donne disabili !
Spero e credo che ne una ne l’altra opzione sono da ritenersi esatte e veritiere vorrei chiedere agli addetti ai lavori dove ci si possa rivolgere per visite preventive e cure ginecologiche per una donna di 33 anni gravemente disabile .
Marina cometto (pubblicata su "Torino Cronaca")
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