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ASSOCIAZIONE
CLAUDIA BOTTIGELLI
Difesa dei diritti umani e aiuto alle famiglie con figli disabili gravissimi
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Quando l'ho visto la prima volta, sembrava un passerotto ... piccolo, indifeso, con tutti quei macchinari intorno che lo aiutavano a vivere. Ricordo ancora l'emozione, quando gli ho preso una manina, stando attenta a non spostare i collegamenti alle macchine, sussurrandogli "Ciao,amore ... sono la tua mamma" ... Ricordo i giorni di gioia e di speranza, ricordo i piccoli successi e le inevitabili sconfitte ... Ricordo ogni istante trascorso con te, quando, nonostante quello che mi dicevano tutti, mi rendevo conto che il nostro tempo era contato. Ricordo, quando cercavo di spiegarti, di raccontarti tutte le cose belle che tu non avresti mai vissuto, sempre un pò illudendomi che ce l'avresti fatta. Ma poi ... mi sono resa conto che era solo il mio egoismo a tenerti in vita, che era solo il mio grande desiderio di te, che permetteva le tue sofferenze ... In quel momento, ti ho veramente guardato per la prima volta: il tuo corpicino così piccolo straziato da troppi tubi, i tuoi occhi innocenti e limpidi, oscurati dal dolore ... allora ho capito, perchè nel tuo sguardo ho letto tutto l'amore che io sentivo nel cuore, ed era quell'amore che doveva vincere. Così, quella mattina di sole, lo stesso sole del giorno della tua nascita, ti sei addormentato serenamente tra le mie braccia ... piano, dolcemente, il tuo sonno è diventato eterno. Sono trascorsi dieci anni, e tu avevi solo tre mesi. Ma non passa giorno in cui io non ti pensi, non ti pianga, non ricordi uno dei nostri momenti. E nel mio cuore siamo ancora, per sempre insieme.
Perchè
tu sei sempre il mio bambino. E io sono sempre la tua mamma.
Questa
è, in breve, la storia di Simone.
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